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DOMANDE DEL PERIODICO “LARGO CONSUMO”

DOMANDE DEL PERIODICO “LARGO CONSUMO”

Risponde: Alessandro Pasini, Direttore Innovation di CEFLA

Come è nata l’idea e la collaborazione fra Università di Bologna, C-LED, CEFLA?
CEFLA ha istituito, da qualche anno, un ente corporate centrale dedicato alle attività di innovazione chiamato “Innovation & Business Development”. Tra i vari obiettivi, la funzione Innovation di CEFLA è anche un’antenna tecnologica e di business costantemente sintonizzata sulle novità e ha stabilito contatti con i centri di ricerca più importanti e all’avanguardia nel mondo. Il tema del ‘growing’, ovvero di come far crescere vegetali in ambienti in cui la luce solare non arriva o non è sufficiente, si è sviluppato con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna che vanta un’esperienza pluriennale su queste tematiche.
Questo know-how specifico è stato unito alle competenze di elettronica, software e illuminotecnica propri
e della startup C-LED, azienda recentemente creata da CEFLA che si è distinta per la velocità nel progettare e produrre soluzioni tecnologicamente avanzate che impieghino Led. C-LED, per questo particolare progetto, ha deciso di supportare economicamente la ricerca con una borsa di studio, oltre che con i propri prodotti ‘growing’ che sono stati installati presso la serra sperimentale all’Università di Bologna.

Si tratta di un primo studio in questo settore oppure avete ripreso studi passati migliorandoli?
Gli studi in su questo sistema di coltivazione sono nati principalmente da ricerche istituite della NASA. Diversi anni fa, quando negli Stati Uniti si cominciò a investire nella progettazione di colonie umane su Marte, uno dei temi su cui si concentrarono maggiormente fu quello di trovare una modalità per far crescere le piante in un ambiente senza luce solare. Successivamente, grazie ad evoluzioni tecnologiche importanti del mondo dei Led, alcuni importanti produttori hanno cominciato un percorso per rendere fruibili questi ritrovati. Questi importanti sviluppi, e la possibilità di accedere a specifiche banche dati di ricerca delle università, hanno permesso a C-LED di
realizzare lampade a Led, tarate su specifiche lunghezze d’onda, grazie alle quali la specifica pianta riesce ad essere maggiormente produttiva e ad esaltare le proprie caratteristiche nutraceutiche. Un esempio di questa modalità di coltivazione è stato presentato al MACFRUT 2017 dove sono stati fatti crescere ‘microgreen’ di varie tipologie di piante esclusivamente con acqua con l’ausilio di luce a Led.
Ogni tipo di pianta, nei diversi periodi di sviluppo, dalla germinazione alla produzione di frutti o ortaggi, reagisce a spettri di luce differente. Le lampade a Led, realizzate da C-LED si adattano in modo preciso alla tipologia di pianta sia per quantità che per tipologia di luce. Un esempio di utilizzo di questi prodotti è la produzione invernale di pomodori: riuscire ad allungare il fotoperiodo è infatti indispensabile per poter realizzare raccolti anche fuori stagione.

Quanti studiosi/ricercatori sono stati coinvolti nel progetto? Si tratta di ingegneri, architetti o cos’altro?
Questo è un progetto multidisciplinare che coinvolge, come anticipato, ingegneri elettronici, softwaristi, agronomi
ed esperti biologi che, insieme, studiano gli effetti del sistema sulla resa produttiva delle piante, dal punto di vista nutraceutico e organolettico.

Da cosa siete partiti e come si è sviluppato lo studio? Descrizione delle fasi.
CEFLA ha formalizzato un sistema metodologico di innovazione: le idee vengono valutate e seguite nella loro fase iniziale dall’ente ‘Innovation’ che valuta il potenziale di business, il know-how aziendale e cerca di capire i gap per poter mettere in pratica l’idea. Attraverso partnership o licensing di tecnologie, l’idea viene approfondita, nuovamente valutata e quindi sviluppata fino ad arrivare ad un concept che possa anche essere oggetto di brevetti. Lo studio del ‘growing’, nei fatti, dopo i primi contatti con il Dipartimento universitario si è sviluppato in un unico momento: è stato creato il sistema elettronico di sensori, il software di controllo e l’apparato di irrigazione. Il sistema presente in serra e nei laboratori C-LED è, infatti, controllato elettronicamente con i dati di crescita delle piante, i dati dei sensori e fotografie che permettono di registrare con precisione lo sviluppo delle varie tipologie di microgreen.

Come è stato finanziato? E a quanto ammonta il finanziamento?
Il progetto è stato finanziato interamente da C-LED e CEFLA che ne sta supportando anche la fase di industrializzazione.

Un’illuminazione di questo tipo su quali principi si basa?
La gamma dello spettro della radiazione solare tra i 400 e i 700 nanometri (nm) è assorbito dalle piante per attivar
e il processo di fotosintesi clorofilliana. L’irradianza del PAR (radiazione fotosinteticamente attiva) è misurata in unità di energia W/m2. Le reazioni chimiche di fotosintesi dipendono strettamente dalla quantità di fotoni (nell’intervallo 400 – 700 nm) assorbiti da una superficie in un secondo. Questa quantità, PPFD, viene misurata in μmol m − 2s − 1.
La luce tra i 400 e i 520 nanometri che comprende la luce blu promuove la fase vegetativa della pianta, durante la quale la clorofilla assorbe energia dalla luce innescando il processo di fotosintesi e stimolando la crescita della pianta e la produzione fogliare. La luce tra i 610 e i 700 nanometri comprende la luce rossa e coincide con il picco di assorbimento luminoso, che favorisce il processo di fioritura con successiva fruttificazione.

Quali e quanti saranno in prospettiva i risparmi energetici rispetto ad una coltivazione tradizionale?
Se consideriamo una serra per la produzione fuori stagione di pomodori, irrigata e illuminata secondo il protocollo di studio, si può arrivare a raggiungere un aumento di produttività del 30% rispetto a una coltivazione normale. Inoltre il sistema non prevede l’utilizzo di agenti chimici e diserbanti, aumentando la qualità dei prodotti e diminuendo gli impatti sull’ambiente. Una coltivazione più vicina al luogo finale di vendita e consumo permetterebbe di limitare i trasporti, con un minore impatto ambientale dovuto a una minore circolazione di mezzi pesanti. Nel caso di
colture completamente indoor e fuori suolo, vi è anche, un risparmio sull’occupazione di terreni agricoli. L’InStore-Growing™, per alcune referenze, potrebbe rappresentare una modalità di coltivazione indoor direttamente in negozio o in cucina, ottenendo così benefici sulla freschezza dei prodotti e una migliorata sostenibilità ambientale.

Nel comunicato si parla di incrementare la produzione di pomodori in serre naturali. Di quanto potrebbe essere l’incremento ad esempio nell’arco di un anno?
Abbiamo calcolato che l’incremento annuo di produttività può essere nell’ordine del 30% e permetterebbe un raccolto fuori stagione, oggi non possibile.

Dopo i pomodori, su quali altri ortaggi e frutti potrebbero essere impiegati i led?
I nostri studi puntano molto sui microgreen e sui piccoli frutti ma in generale sulle varietà che presentano aspetti rilevanti per la salute e il benessere delle persone. E’ noto infatti come il cavolo rosso sia un eccellente antitumorale e protettore delle ossa essendo ricco di antiassiodanti, sostanze nutrienti, vitamine e minerali. E oltretutto hanno un ottimo sapore. La coltivazione di questo tipo di piante è, in gastronomia, una grande novità che sta prendendo sempre più piede, sulla quale noi possiamo dire la nostra con notevole competenza e in anticipo, creando una tendenza. Sulle altre tipologie di coltivazioni non ci sono limiti se non quelli dati dallo spazio occupato dalla pianta. Un pomodoro, è evidente, si può coltivare solo in serra perché occupa uno spazio impensabile in un punto vendita. Più semplice, ad esempio, pensare alla coltivazione a scaffale di lattuga, di piante aromatiche o di piccoli frutti, che possono essere esposti nel punto vendita, con due modalità: la prima prevede che la vaschetta cresciuta nell’unità di crescita venga chiusa da un addetto e posizionata nello spazio dedicato alla vendita. Il consumatore sarà in grado di portare a casa la vaschetta che conterrà le piantine ancora nel loro substrato pronte per essere recise e mangiate. La seconda modalità prevede che il cliente arrivi in una zona del negozio in cui è stata creata una piccola serra che potrebbe ospitare ad esempio piante aromatiche o lattuga. Qui il consumatore sarà libero di scegliere e tagliare i prodotti a piacere, metterli nel sacchetto e portarli a casa.

Per quanto riguarda l’impiego in ambiente hobbistico intendete ad esempio piccoli orti casalinghi/domestici? Con quali erbe, frutta e verdura?
Per la coltivazione domestica l’unico limite imposto è quello dello spazio a disposizione. Per un orto casalingo si può pensare a piante che arrivino fino a un massimo di 30 cm di altezza. In aggiunta alle coltivazioni di piante orticole, per l’ambiente domestico si è sviluppato un altro trend, che è quello di arredare con pareti verdi. Queste realizzazioni sono di grande impatto estetico e portano benefici sulla salute. Le piante, infatti, sono in grado di regolare l’umidità degli ambienti e hanno ricadute positive sulla qualità dell’aria e sull’insonorizzazione degli ambienti. In questo caso le luci a Led servono alle piante per il loro corretto sviluppo anche in ambienti con poca luce solare
naturale.

Parlando di costi, un impianto di dimensioni medie quanto potrebbe costare grosso modo? I coltivatori che dovessero acquistarlo che convenienza ne avrebbero?
Ogni soluzione che proponiamo e realizziamo è custom ed è calibrata sulla tipologia della pianta e delle necessità del cliente. Questo comporta variazioni importanti nei costi dell’impianto. Con i nostri clienti ci preoccupiamo di verificare che l’investimento possa essere redditizio ipotizzando i miglioramenti della produttività e gli eventuali risparmi energetici nel caso facessero già utilizzo di fonti luminose non a Led.

Il Futuro remoto di C-LED è un’opportunità verde per il Growing
C-LED a MacFrut, la fiera internazionale del settore ortofrutticolo.